Realizzato in ceramica, modellato a mano, cotto tre volte a + di 900°C e decorato in oro, il Moretto rappresenta una pregevolezza dell'offerta turistica della Città di Fiume e della proposta di "Mala galerija".
I visitatori della Città, stranieri o concittadini, acquistando un Moretto, vengono a conoscenza dell'interessantissima leggenda ad esso legata tradotta in maggiori lingue mondiali.
Inoltre, un certificato conferma l'autenticità di quest'opera, risultato di una tradizione lunga tre decenni, dell'esperienza e dell'idea artistica originale di Vladimir Bruketa.
Oggi il Moretto è uno dei simboli più riconoscibili della Città di Fiume. Si tratta di una figura rappresentante la testa di moro con il turbante bianco.
Quando si parla del Moretto si pensa solitamente agli orecchini, ma lo troviamo anche su spille, ciondoli e anelli e come decorazione per la casa (figura in ceramica), segno distintivo di Mala Galerija.
La creazione del Moretto ebbe origine a Venezia la quale, nel XVII e XVIII secolo, era affascinata dall'Oriente. Inoltre, i ricchi patrizi veneziani avevano al loro servizio paggi e servi negri che indossavano capi di vestiario orientali. Per tale motivo molti orafi veneziani si dedicarono alla lavorazione di spille, con testa negroide, il turbante ed il busto in oro chiamate “moretti”.
Allo stesso tempo a Fiume nasceva una versione più modesta del moretto veneziano. Per il suo aspetto specifico, la lavorazione perfetta e i prezzi modici, il moretto ben presto si colloca tra i gioielli tradizionalmente indossati dalle popolane, soprattutto dalle Fiumane e, benvoluto da tutti, diventa il souvenir di Fiume.
La
leggenda sulla nascita di quest'insolito gioiello risale al XVI secolo
ed è legata alla vittoria contro i Turchi sulla piana di Grobnico.
I Turchi invadevano i dintorni di Fiume e qui si combattevano lotte sanguinose.
Tutti gli uomini erano in battaglia mentre le donne e i bambini erano
rinchiusi nelle case e pregavano per la salvezza: "Dio gli aiuti.
Che le pietre cadano dal cielo per seppellire il male, e che noi restiamo
vivi!"
La leggenda narra che, un giorno, una freccia scoccata dal nobile Zrinski, e guidata dalla mano di Dio, colpì il pascià turco e i Turchi, vedendo il loro comandante morto, si dispersero. Anche il cielo accolse le preghiere delle Fiumane, ed infatti si aprì e le pietre che caddero seppellirono i Turchi. Sulla piana rimasero soltanto i loro turbanti bianchi.
Secondo la leggenda, in ricordo di quella vittoria, i mariti fiumani fecero realizzare per le loro mogli gli orecchini-moretti.
Nel corso della storia i Moretti venivano indossati da pescatori, figli unici e marittimi per scacciare il male. La popolarità del Moretto crebbe nel XIX secolo quando l'arciduchessa Anna Maria lo introdusse alla corte viennese.
Qui potete consultate il catalogo dei Moretti.
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